Il nero che resta

scritto da luisa-s
Scritto 24 ore fa • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 7 ore fa
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Le lacrime non guariscono, si trasformano in inchiostro eterno. Scrivere non cancella il lutto lo rende visibile, indelebile, e in quel “bruciare adagio” c’è una specie di dignità almeno non è sparito nel nulla...
- Nota dell'autore luisa-s

Testo: Il nero che resta
di luisa-s

Verso il nero del tempo con lacrime rapprese,

ogni sillaba un graffio su una clessidra incrinata,  
ogni pausa il silenzio dove un istante è affogato  
senza fare rumore.

La penna beve dal fondo di stagni prosciugati,  
succhia l’amaro di stagioni che nessuno ha contato,  
e lo depone in segni che fingono di essere vivi,  
ma sono solo cicatrici allungate sulla carta.

Queste lacrime non scendono più dal viso
si sono infiltrate nei polpastrelli come inchiostro vecchio,  
hanno viaggiato nelle vene fino al cuore stanco  
e ora risalgono, pesanti, testarde,  
portando con sé l’eco di orologi che hanno smesso di ticchettare.

Scrivo perché il tempo non ha voce per il suo lutto.  
Ha bisogno di dita che tremino  traccino 
l’elenco di ciò che è nato e morto nello stesso respiro,  
di mani che firmano la resa senza alzare bandiera,

mi stanco

e quando la pagina non regge più il peso,  
l’inchiostro non si ferma si allarga, e non sempre è nobile
a volte è solo errore che resta
specchia volti dissolti nel riflesso capovolto  
e giuramenti che il vento ha già dimenticato.

Scrivo con questo nero denso di assenze passate  
perché è l’unico testimone che non tradisce 
non svanisce col sole.
Al buio non so.
Il tempo, quello sì, non lo perdona. 
Brucia adagio,  
e nel bruciore balbetta 
che anche l’oblio ha avuto un nome, un calore, un prima.

Il nero che resta testo di luisa-s
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